Il percorso di Maria Halip è intrinsecamente connesso alla ricerca e alla sperimentazione, elementi che hanno caratterizzato la sua opera sin dagli esordi e che sono maturati attraverso il contatto con l’arte e l’artigianato. L’infanzia e l’adolescenza, trascorse nella natia Romania, sono state profondamente influenzate dal patrimonio artistico bizantino, il quale ha lasciato un’impronta significativa sulla sua sensibilità e visione estetica.
Dopo aver completato la formazione presso il Liceo Artistico, ha perfezionato il suo percorso accademico conseguendo la laurea in Cinematografia e Videoarte al DAMS presso l’Università degli Studi di Torino.
La sua attività professionale si è sviluppata in un contesto multidisciplinare che spazia tra arte, cinema e comunicazione. Una delle costanti nelle sue opere è il tema del riciclo e dell’economia circolare, con creazioni realizzate utilizzando scarti di lavorazione provenienti dall’industria della lavorazione dei metalli, del marmo e delle lavorazioni plastiche.
La produzione artistica più recente si concentra sull’analisi delle interazioni tra luce, colore e design, alternando superfici monocrome e stratificazioni cromatiche. Questa combinazione genera un’estetica essenziale e dinamica, all’interno della quale la percezione dello spettatore diviene una componente attiva e costitutiva dell’opera stessa.
La vibrazione luminosa emanata dai materiali non solo trasforma l’ambiente in un’esperienza visiva, ma dissolve anche i confini netti tra immagine e sensazione, aprendo così a nuove prospettive percettive.